Pagina:Albini - Le nostre fanciulle.djvu/10

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
xii Sofia Bisi Albini. La sua vita e la sua opera

che dal crogiuolo delle anime traggono il bene per la gioia e il male per la luce: non arte per arte ma arte per vita.

Benedetti quelli autori che vissero la loro arte: pane sudato di lavoro, fatica costante di pensiero. E se nessuno può raggiunger l’altezza del genio vivente di nostra stirpe, che visse, combattuto da un mondo intiero e ostacolato dalla sua patria, un’epopea più grande d’Omero, grandeggiano però davanti ai nostri occhi inumiditi gli spiriti immacolati del Fogazzaro, che vinse in sè stesso le passioni, prima di vincerle sulla carta: di Giovanni Cena, che depose la penna per metterla nelle manottine dei piccoli ciociari, che non sapevano impugnare che lo zufolo: e di Sofia Bisi Albini che fu pensosa di ogni elemento di educazione e lo nutrì di sè stessa, del suo tempo e del suo calore spirituale, per darlo tutto ravvivato alle fanciulle italiane.

Questi autori meritano di essere vissuti: non certi altri che ci dettero versi snodati e prose rilucenti per un’ora di tedio.

xii Sofia Bisi Albini. La sua vita e la sua opera