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L’amore della campagna 91


Siamo noi che l’amiamo? Forse. Noi vi arriviamo con le narici dilatate per aspirarne gli odori girando gli occhi su tutti gli alberi, e risalutiamo ogni cespuglio con un senso di commozione.

Oh, il delirio di felicità di quando eravamo bambine! Come subito si girava tutta la casa, dal granaio al torchio, dall’orto alla vigna: con che cordialità risalutavamo contadini, bestie e cose! La sera ci si addormentava felici coi pugni chiusi e ci si risvegliava il mattino con un grido di piacevole sorpresa ritrovandoci in campagna.

Anche ora, il primo mattino in campagna è delizioso, non è vero? Risentir scricchiolare i sassolini del viale sotto i nostri piedi, riveder l’ombra verde, aspirare i profumi dei tigli e riudire il gorgheggiar del capinero su nel folto degli alberi!

Mamme e signorine inaugurano beate la loro vacanza godendosi il fresco delle ampie stanze, dove ci son pochi gingilli da spolverare, grandi vasi in cui poter mettere i fiori a bracciate; cominciando ricami all’ombra del giardino, nei lunghi pomeriggi, cullate dal mono-

L’amore della campagna 91