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114 La cassetta delle rinunce

stra in una via stretta a respirare un fil d’aria e che le vede passare a trotto, avviate all’aperto, ai viali freschi e ariosi? Ditemi, quando mai una signora (forse solo la Regina nostra) fa fermare la sua automobile per raccogliere un operaio ferito, uno vecchio preso da malessere?

Se sapeste, se sapeste, figurine altere, che passate nelle vetture eleganti e credete di destar sul vostro passaggio soltanto ammirazioni, che cosa vi vien lanciato dietro dalla miseria, dalla debolezza, dalla vecchiaia, di cui voi non vi curate lungo la vostra strada!

Certo rabbrividireste, e vi rimpiattereste vergognose della vostra ricchezza che godete egoisticamente, che possedete senza merito vostro, e di cui non sapete fare buon uso. O voi che dovete la vostra fortuna all’attività, all’intelligenza del babbo vostro, voi non sapete quanto siete osservate in tutti i vostri atti e in tutte le vostre parole. Voi non sapete che la vostra posizione vi impone obblighi sociali grandissimi; voi non sapete che oggi la ricchezza è cosa così grande e così sacra che bisogna prepararvi per esserne degni.

114 La cassetta delle rinunce