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La cassetta delle rinunce 117

date: due cappellini (cominciava la primavera e due cappellini non son troppi!) l’uno cinquecento, l’altro ottocento lire, che fanno mille e trecento. Un mantello: mille lire; due abiti da tennis a cinquecento lire l’uno, che fanno altre mille. Una racchetta nuova duecentocinquanta lire. Un vestito da sera a duemila, un altro da visita mille e quattrocento. Il regalo a un’amica sposa, due mila lire. Vediamo un po’... Ottomila novecento cinquanta, se non sbaglio. Con altri regalucci e piccole spese, aveva toccato le dodicimila. Appena il necessario, vi pare?

A che punto d’ignoranza si può arrivare quando si è chiusi in quel meschino cerchio che dà la ricchezza! Quella signorina non avrebbe mai saputo pensare, per esempio, che il vestito, affatto somigliante al suo, di flanella rigata, che ammirava alla sua giovane compagna di gioco, trovandolo forse in qualche cosa più carino del suo, costasse centocinquanta lire invece di cinquecento, nè che una signorina avesse fatto copiare da una giovane modista il cappello ch’ella sfoggiò al «five o’clok» spendendo cinquanta lire invece di cinque-

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