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Le piccole virtù 195

dolci e gentili che non sanno far soffrire un moscerino, e sopportano tutte le contrarietà con rassegnazione.

Oh, i brutti momenti! E con che verità ce li descrive l’abate Roberti!

«L’anima langue e quasi si ammala: arrivano dei giorni foschi, o almeno de’ foschi quarti d’ora, in cui par che nel mondo non abiti dappertutto, sotto vari aspetti, che la noia: e la incontriamo, tal noia, sin dietro di noi, divenendo così molesti a noi stessi. La languidezza abbatte il corpo, l’accidia snerva lo spirito, il fervore è spento, il cuore freddo...»

Oh, non c’è bisogno di dircelo; questo è uno dei momenti peggiori, quello in cui meno sappiamo esercitare le piccole virtù. Ci vuol troppa fatica per reagire contro quel languore, ed è così comodo incolparne la nostra natura, e pensare che chi è buono lo è perchè Dio l’ha fatto così, e non ci ha nessun merito!...

Sì: ammettiamo che siamo antipatiche a noi stesse e agli altri; ma perchè non lasciarci alle nostre indolenti fantasticherie, alle nostre intolleranze, ed ai nostri capricci? Perchè ob-

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