Pagina:Albini - Le nostre fanciulle.djvu/38

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xl Sofia Bisi Albini. La sua vita e la sua opera

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Conobbi Sofia Bisi Albini una sera che nella mia Venezia tenne una conferenza sul Giacosa. C’era Maria Pezzè Pascolato, anzi la Bisi era sua ospite e c’era Anita Zappa tra le due amiche fedeli; e, confusa nella folla, c’ero anch’io, con la mia importanza di abbonata alla Rivista: e non avevo altro al mio attivo. Ma io ero esultante: la Donna che parlava con vibrante armoniosa parola era anche un po’ mia. Mai, di simile tenerezza avevo amato i miei sommi, Omero, Dante e Leopardi. Il rispetto e l’ammirazione me li tenevano ad una distanza enorme, in un olimpo dal quale io arrivavo alle soglie, genuflessa. Ma «lei» era viva e vicina, col suo sguardo sorridente volto alle nostre faccette di adolescenti intente: ed era per noi ch’essa penetrava nel divino mondo dell’arte. Quella sera capii Giacosa attraverso le sue parole e «Tristi amori» e «Come le foglie» mi apparvero in tutta la loro tragica potenza.

Poi la rividi al Congresso delle maestre ch’essa venne a presiedere e del quale parla in uno dei capitoli di questo libro, a proposito dell’episodio della gita in terza classe a Vittorio Veneto, do-

xl Sofia Bisi Albini. La sua vita e la sua opera