Pagina:Albini - Le nostre fanciulle.djvu/4

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
vi Sofia Bisi Albini. La sua vita e la sua opera

chi ha seppellito e creato, di chi, inestinguibilmente, si è effuso verso altre creature, è una luce che rivela le anime alle anime: e tale era il suo sorriso.

Quando nel nitido salotto rosso, vivificato da disegni e sculture di Emilio Bisi, Sofia parlava, con lo sguardo invincibilmente attratto verso la finestra, sulla china testina di Jetta, seduta vigile ai suoi lavori, era il poema della vita che fluiva dalle sue labbra. C’era in lei un equilibrio perfetto tra arte e vita pratica. Riavvicinava le cose più alte e quelle più semplici e umili nobilitava e faceva amare.

Io che fui una ragazzetta nutrita di studi e di sogni, soltanto dalla sua chiara voce mi lasciai fermare accanto alla realtà della vita e soltanto per lei cessai di sprezzare, insieme con tante altre cose, anche la scopa e il piumacciolo da spolverare.

Ma quando Sofia Bisi Albini aveva finito di parlare e noi, con improvviso terrore, ci incolpavamo mentalmente di averle rubato troppo tempo, essa ci congedava con un ultimo dono prezioso: quel suo sorriso che era conclusione e saluto, tacita promessa e sigillo d’amicizia. Noi venivamo via as-

vi Sofia Bisi Albini. La sua vita e la sua opera