Pagina:Alcune Prose Giovanili.pdf/10

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VI

vamente impressi nell’anima, che tuttavia mi par di vedervi e parlare. Questo è perchè le vostre immagini m’entrarono per le vie del cuore ne’ giocondi e sereni giorni di giovinezza, pria che le sopravvegnenti disillusioni d’un età più matura quelle si fossero chiuse. Com’eravamo contenti! la scuola era dappresso ai focolari della casa; e la tenevamo al segreto per le dolorose distrette in cui si trovava la patria nostra; e non alcuna necessità ma libero volere ci univa; e l’insegnare e l’apprendere, che in altrui moveva paura e odio, per noi era cagione che ci volessimo più gran bene.

Quando mi viene alla mente che, oramai, i nostri volti sono mutati; e che, divisi, chi di noi va per una via, chi per un’altra; e che tutti più e più corriamo avanti; e che anzi parecchi di voi sono corsi in molta fretta e, ancora giovanissimi, sono già passati; mi prende una indefinibile noia di me e di tutte le cose umane. E certamente non avrei io più voglia di leg-