Pagina:Alcune Prose Giovanili.pdf/23

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quanto aveva patito per lui, quanta forza le venne fatta per non amarlo; ed egli la riguardava sorridendo, e le stringeva la mano senza parlare. Gli venivano alla mente cotali pensieri ed immaginazioni, che parlavano di dolore; diceva fra sè: A non molto andare questa giovane porterà nero vestimento, ancora tenera sposa: oh quanto mi piangerà, quando passerà sola per i viali dove c’incontrammo la prima volta!

Quella malattia diventò irreparabile; allora una disperata confidenza entrò in ambedue; si sforzavano d’illudersi e di occultarsi coll’immaginazione cotanto immensa sventura. Quella si accostava al suo letto: E dimmi, o sposo, che tu sei sano. Ed egli sforzandosi coll’immaginazione: Sì mi pare di essere sano; intanto aveva fatto il primo passo per andare al sepolcro. Gli diceva la giovane, tanto che quelli che udivano piangevano per tenerezza: Mi hai promesso che dobbiamo passare insieme per molti anni, ancora non è passata un solo anno: e quegli, dappoichè la malattia illudevalo miserabilmente, le prometteva che sì; intanto aveva fatto il secondo passo nel sepolcro, ed ormai era presso a scendervi per sempre. L'ultima notte quanto non pianse ella quando lo disperarono i medici,