Pagina:Alcune Prose Giovanili.pdf/27

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per menare lui alle loro case a cagione della sua arte. La quale egli sapeva rendere più desiderata e benefica, imperciocchè aveva un’attitudine a dare conforto agl’infermi, per quella giovanile baldanza che mostrava nelle maniere. E di questo è a prendere meraviglia, che, non essendo troppo curante di sè medesimo, avea verso il prossimo una carità generosa, disinvolta, non appannata da ombra di affettazione; la quale cosa invogliava e incorava la minuta gente a chiamare lui, imperocchè essa non giudica la sapienza dalla pompa e dall’apparato esteriore, ma dai beneficii e dalla misericordia. Ed egli aveva cura speciale di quella, conciossiachè, laddove tutti i medici per ordinario traggono avidissimamente dentro i palagi de’ ricchi e potenti del mondo, egli per cosiffatta generazione sentiva un abborrimento connaturale, ed era di opinione che il ministerio dell’arte si rendesse più nobile coll’adoperarlo a beneficio dei poveri.

Le sue fattezze e il parlare erano singolari: lungo e svelto del corpo, i capelli davano nell’arancio, gli occhi piccioli e mobili dalla faccia magra e bianchissima lampeggiavano;


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