Pagina:Alcune lettere delle cose del Giappone. Dell'anno 1579. insino al 1581, 1584.djvu/46

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44 lettera firie • ma che per Vauenire non harebbe portato riIonio iyermo,fmlo quel che iMW,CrcbepM S3Kf?S»?gsì SgS»S«!ì34 parlare palefemetc centra la noflra legge: e non era L e flo di fluida mer auiglia,yederyn % pochi gwr li mmdjatto Chrifliano, e l’altro che non ora fe no catecumeno,fi confanti invn cafo fiflrano,baflante, in-vncerto modo,afar’vacillare,e titubare etiandio i Chrifiianiyecchiich’ejfendo flati tanti anni lo fiato*di Bitngo fempre fi profpero, che da giorno in g torno s’andana più profpcrando wfin a tanto, eh dggfit Chrifliano: Et che poi wvn tratto fi mutaffeil tutto con fi gran ruina,e perdita ie ’f U 0 Ìrc g nuM ^L re ce lo baueuan denontiato-,per telare feper■quejta Zl^mcùMolocon liraleiiorotmmuefiero potuto fuoUere dafuoi buoni propofiti. e fi può meni Signori da Dio cheflejferofaldi,atam affolli- Con quefle cofe noi tornammo alla [peroni di prima ma durò poco: perciò che circavn poi apparite Cicacata,gid capita generale deU esercì to fratello di le^abefe noflro ^alnmico,^ non folo da noi, ma parimente da tutti e f m er ^ a ‘