Pagina:Alcuni scritti del dottor Carlo Cattaneo vol. I, Milano 1846.djvu/62

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GOETZ DI BERLICHINGEN 45

turo e del Cid e di Re Carlo avremmo l'Ariosto; e questa cavallerìa d'occidente si congiunse pure cogli ideali greci nella Gerusalemme. E nel sècolo scorso, quando Metastasio e Goldoni e Alfieri ci tràssero fuori dalla letteratura barocca, ci fùrono per qualche cosa anche Racine e Molière. nè prima di Walter Scott ad alcuno in Italia era caduto in mente, che si potesse lèggere una prosa italiana a tutta l'Europa, narrando, non il ritorno d'Ulisse, nè la partenza di Colombo, ma il viaggio d'un pòvero filatore che scampa dalle forche per le brughiere di Gera d'Adda.

Avanti adunque colle traduzioni delle illustri òpere d'ogni lingua e d'ogni paese! E sia ben venuto il signor Riccardo Ceroni, e il savio suo pensamento di fecondare di nuove sementi la terra nativa, col porre inanzi alla nostra nazione in buona e semplice lingua uno dei più celebrati lavori di Goethe.

Goethe, benchè sia morto da pochi anni, aveva visto nàscere la letteratura tedesca, contemporanea alla terza fioritura dell'impassìbile làuro italiano. Prima di quel tempo la Germania aveva avuto municipii senza consorzio civile, corti senza eleganza, libri senza letteratura. L'invenzione della stampa era stata inùtile al pòpolo che ne aveva l'onore; la poesia nazionale dormiva coi Nibelungi nella pòlvere delloblìo; e le università vivèvano beate nella speranza di rinvenir la pietra filosofale e nel privilegio di spiegare in tutti i modi possìbili l'apocalisse.

Nella prima metà dello scorso sècolo un torrente elèttrico penetrò dall'occidente nel quartier di Federico. Bacone e Shakespear avèvano creato la filosofia e la letteratura inglese. I Parigini avèvano seguito Bacone, ma non avèvano potuto intèndere Shakespear; Berlino si uniformò a Parigi, e fu paga del filosofo; ma Weimar volle anche il poeta; e ad un medèsimo tempo tutto il suolo della Germanica brulicò di versi e di filosofie.

Ciò che di più singolare ha la letteratura germànica si è che la crìtica, una crìtica vasta, precorse alle òpere e le guidò; onde l'imitazione potè comprèndere e unificare una doviziosa molteplicità di modelli, e il martello dell'ìmproba fatica fece balzar fuori la scintilla dell'originalità. La stessa let-