Pagina:Alessandro Volta, alpinista.djvu/22

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18 il volta alpinista

il primo tratto da Como a Lugano1, e poi tutto il rimanente da Zurigo in avanti, fino al ritorno in patria — ed i signori abate Francesco Venini e conte Francesco Visconti, che lo accompagnarono nel tratto da Lugano a Zurigo2. Il viaggio durò dal 3 settembre fino al 10 novembre, ed il Volta ebbe cura di notare, sovra apposito memoriale, gli avvenimenti principali di ciascun giorno. Scrisse poi, da questa o da quell’altra città, varie lettere ai parenti, e nel ritorno, avendo dovuto fermarsi a Torino in causa del mal tempo, che aveva guastate le vie, scrisse al conte di Firmian una lettera per scusarsi del ritardo e per ragguagliarlo, in modo sommario, del giro compiuto. «Venendo ora al mio viaggio — scriveva egli — troppo direi se dicessi tutto, anche ciò che riguarda solamente oggetti letterari. A V. E. basterà l’intendere, e mi prometto che ne avrà compiacenza, che ho fatto la conoscenza degli uomini di primo ordine in genere

    viaggio che a tal fine facesse, Le sono stati assegnati cinquanta zecchini, che dal Tesoriere del Fondo per la Pubblica Istruzione, dottor Carlo de Chiusola, a cui Ella s’indirizzerà, Le saranno pagati„. — Il prof. Volta, lietissimo, risponde una settimana appresso: “La lettera di V. E. del 15 corrente mi ha ripieno di gioia e contento... Essendomi il tempo limitato per l’incombenza delle scuole, ho disposto di far ne’ due mesi di settembre e ottobre un giro nel paese degli Svizzeri e di giungere fino a Ginevra. Scorrendo tai paesi, trattenendomi dove più cose incontrinsi osservabili, avrò il campo ancora di far conoscenza e di legar commercio letterario con molti grandi e scienziati uomini e di stringermi vieppiù con quelli che già da qualche tempo m’onorano della loro corrispondenza. Ho poi già trovato un compagno, delle cose naturali assai intelligente e studioso, e forse un terzo ne si aggiungerà; onde spero ritrarre da questo piccolo viaggio non picciol frutto e così corrispondere alle mire del Governo e della Corte„. — Come si vede, quegli abborriti di austriaci appoggiavano un po’ più gli studiosi di quanto facciano ora certi ministeri di nostra conoscenza!

  1. A questo proposito riporto un’osservazione del già citato Zanino Volta: “Il Monti non accompagna Giovio al Volta che a Zurigo; abbaglio perfettamente scusabile perchè dipende da una espressione del Volta stesso, il quale scriveva in seguito al Firmian: “Un’altra parte del viaggio, la più lunga, cioè da Zurigo innanzi...... l’ebbi a fare in compagnia del conte Giovanni Battista Giovio„. (Vedi sua Relazione). Il fatto è che due amici, partiti insieme, si divisero a Lugano, per riunirsi in seguito, come attestano una lettera, che Alessandro dirigeva da Airolo al fratello Luigi il 6 settembre, e il giornale di viaggio, che ebbi la fortuna di rintracciare, nel quale trovo per le prime queste parole precise: 3 settembre 1777, con il conte Giovio partenza da Como. Tali manoscritti, che si conservano in famiglia, non furono veduti nè dal Monti, nè da altri biografi„.
  2. Nelle prime pagine della Relazione il Volta accenna a’ suoi compagni di viaggio. Del Venini dice che è “ex Somasco, stato già uno dei maestri del duca di Parma, uomo nelle matematiche molto versato, di fisica, di chimica e singolarmente di storia naturale studiosissimo e intendentissimo„. Del Visconti: “Cavaliere che ha dei lumi, amante anch’esso delle scienze naturali, voglioso estremamente di sapere, e che ha fatto diversi viaggi non senza profitto„. E del Giovio: “Signore anch’egli molto colto e molto dedito allo studio, non tanto però delle scienze naturali, quanto delle belle lettere e della grave metafisica, di cui ha dato colle stampe qualche saggio„.
    Il lettore che desiderasse notizie sul Venini e sul Giovio può consultare con profitto le storie di Como di Cesare Cantù e di Maurizio Monti. — I biografi del Volta furono citati dal prof. Pietro Riccardi nella sua nota: Sulle Opere di Alessandro Volta (Atti della R. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Modena, tomo XVII, 1877).