Pagina:Alessandro Volta, alpinista.djvu/49

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il volta alpinista 45


con grande entusiasmo e con abbondanza di particolari e di considerazioni, di un’opera curiosissima ed importante, che, in difetto di biblioteche, gabinetti e musei, potè ammirarvi. Val proprio la pena di riportare per intero quanto scrive il Volta intorno a quest’opera, sia per l’interesse che la notizia può destare e sia perchè trattasi di un altro benemerito precursore dell’alpinismo. Così incomincia: «.....se Lucerna non può mettersi a fronte di molte altre città della Svizzera in materia di Gabinetti e collezioni di Storia naturale, essa si innalza sopra tutte per quell’opera grande, ammirabile, unica nel suo genere, che vale assai più d’ogni più bel Gabinetto e vasta collezione, non solo agli occhi del curioso viaggiatore, ma a quelli pur anche del naturalista, del geometra, e del geografo filosofo; opera, il cui solo progetto svela in chi potè concepirlo una forza di spirito superiore, un genio vasto e luminoso; e la felice sua esecuzione un coraggio veramente filosofico, accompagnato da un singolar corredo di cognizioni, di sagacità, di finezza in ritrovare i mezzi, vincer le difficoltà, e tutto condurre perfettamente all’inteso scopo. Conceda il Cielo all’indefesso autore vita e forza onde condurre a termine quest’opera prodigiosa, monumento di eterna gloria a lui, alla patria, alla nazione, monumento il più grande e proficuo per la Geografia fisica che esista e che mai siasi potuto immaginare».

E prosegue narrando al conte di Firmian: «V. E. ha compreso che io ho in vista la gran pianta ossia modello in rilievo di tutto il paese degli Svizzeri, che sta ora costruendo il sig. Luigi Pfiffer, commendatore dell’ordine di San Luigi, luogotenente generale delle armate di S. M. Cristianissima, e senatore della Città e repubblica di Lucerna. Un’opera di questa natura è facile immaginarsi con quanto interesse e piacere deve essere mirata e contemplata dal viaggiatore attento e curioso, il quale si vede posti sott’occhi ad un tratto, ed espressi con tutta la giustezza e precisione, e monti e valli e pianure e fiumi e laghi, quei medesimi

    1400 piedi, che unisce il corpo più grosso della città con una specie di sobborgo. Questi ultimi due ponti formano uno dei più bei passeggi che ideare mai si possono. Lucerna in così bella e vantaggiosa situazione collocata, pur come gli altri Cantoni cattolici ha poca popolazione e meno commercio.
       "Non vi è neppure gran letteratura in questa città, almeno per quel che risguarda le scienze naturali. Non ho saputo che vi siano matematici, medici, naturalisti di grido, scelte biblioteche, ricche collezioni di Storia naturale, come ebbi in appresso occasione di vederne quasi in ognuna delle altre città che visitai, ma singolarmente a Zurigo. Intesi solamente a parlare di un Gabinetto lasciato dal celebre Lang, autore della Historia lapidum figuratorum, il quale gabinetto era venuto nelle mani di un medico di Lucerna, di cui non ritenni il nome, e che non so se esista ancora. Ma se Lucerna non può mettersi a fronte, ecc. ecc.„.