Pagina:Alexander Pope - Lettera di Eloisa ad Abelardo.djvu/16

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Fra i gemiti e i sospir’ sovente un’ara
Per gli obblïati affetti amor ritrova.
Mia fiamma, il so, spegner dovrei: ma il core
245Fa contrasto al dover: l’amante piango,
Ma non piango l’error: veggo la colpa,
Ma dolce parmi: e della gioja antica
Mentre incerta mi pento, altre ne bramo:
E al Ciel rivolta, or de’ passali falli
250Mi accuso, or a te penso, e fin l’istessa
Innocenza detesto. È dell’antico
Gioir l’obblìo la più severa prova
Per un amante cor. Come, se vivo
Il senso ne ri man, toglier la colpa?
255E mentre l’offensor pur sempre adoro.
Come, deh, come, abbominar l’offesa,
E il caro oggetto separar dal fallo,
E penitenza dall’interna voglia?
Alla possa di un cor trafitto e frale
260Cura è troppo inegual sanar la piaga.
A ricovrar la già smarrita pace,
Quanto soffrir! Qual sostener tenzone
Alma dee combattuta! Ama e disama
Tra speranza e timor, dispetto ed ira:
265Nè per vicenda mai d’opre o d’affetti
Perde del tristo rimembrar l’usanza.