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i. della tirannide
 



inespugnabili quell’ottimo re a innalzare per sempre le stabili e libere leggi sopra di sé e dei suoi successori? e se egli ne avesse avuto l’ardire, si può egli presumere che avrebbe conservato il favore di Arrigo? Dunque codesto favore di un tiranno, anche ottimo, non si può assolutamente acquistar dal suo suddito per via di vera politica virtú; né si può (molto meno) per via di vera politica virtú conservare.

Esaminiamo ora da prima i fonti dell’autoritá. I mezzi per ottenerla nelle repubbliche sono il difenderle e l’illustrarle, lo accrescerne l’impero e la gloria, rassicurarne la libertá, ove sane elle siano; il remediare agli abusi, o tentarlo, se corrotte elle sono; e in fine, il dimostrar loro sempre la veritá, per quanto spiacevole e oltraggiosa ella paia.

I mezzi per ottenere autoritá dal tiranno sono il difenderlo, ma piú ancora dai sudditi che non dai nemici, il laudarlo, il colorirne i difetti, lo accrescerne l’impero e la forza, l’assicurarne l’illimitato potere apertamente, s’egli è un tiranno volgare; lo assicurarglielo sotto apparenza di ben pubblico, s’egli è un accorto tiranno; e a ogni modo, il tacere a lui sempre, e sovra tutte le altre, questa importantissima veritá: «Che sotto l’assoluto governo di un solo, ogni cosa debb’essere indispensabilmente sconvolta e viziosa». Ed una tal veritá è impossibile a dirsi da chi vuol mantenersi il favor del tiranno; ed è forse impossibile a pensarsi e sentirsi da chi lo abbia ricercato mai, e ottenuto. Ma questa manifesta e divina veritá riesce non meno impossibile a tacersi da chi vuol veramente il bene di tutti; e impossibile finalmente riesce a soffrirsi dal tiranno, che vuole, e dée volere, prima d’ogni altra cosa, il privato utile di se stesso.

Le corti tutte son dunque per necessitá ripienissime di pessima gente; e, se pur il caso vi ha intruso alcun buono, e che tale mantenervisi ardisca e mostrarsi, dée tosto o tardi costui cader vittima dei tanti altri rei che lo insidiano, lo temono e lo abborriscono, perché sono vivamente offesi dalla di lui insopportabil virtú. Quindi è che, dove un solo è signore di tutto e di tutti, non può allignare altra compagnia, se non se