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ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Timofane, Echilo.
tinta di sangue vedi, a usar la forza
non sono io tratto da superbe voglie:
ma il ben di tutti a ciò mi spinge, e il lustro
di Corinto, che in sua possa affida.
Echilo Sa il ciel, s’io t’amo! Dai primi anni nostri
stretti s’eran fra noi tenaci nodi
d’amistade, a cui poscia altri piú santi
ne aggiungevam, di sangue. A me non sorse
piú lieto dí, che quello ov’io ti diedi
l’unica amata mia germana in sposa.
Oltre all’amor, di maraviglia forte
preso m’hai poi, quando inaudite prove
del tuo valor contro Pleóne ed Argo
mirai, pugnando al fianco tuo. — Non puoi,
né dei tu star privatamente oscuro:
ma, di Corinto le piú illustri teste
veggio da te troncarsi; e orribil taccia
tu riportarne di tiranno. Io tale
non ti estimo finor; ma immensa doglia
in udir ciò mi accora.
Timof. E duol men grave
forse, in ciò far, me non accora? Eppure,
| V. Alfieri, Tragedie - II. | 8 |