Pagina:Alfieri - Vita, I, Londra, 1804.djvu/141

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EPOCA TERZA. CAP. V. 139


le sue occhiate sopra degli oggetti tanto più [1768] impostanti che non m’era io. Fatta una breve preghiera fra due suoi Prelati, di cui Funo, se ben mi ricordo, era Cardinale, il Re si avviò per andare alla Cappella, e fra due porte gli si fece incontro il Preposto della Mercanzia, primo Uffiziale della Municipalità di Parigi, e gli balbettò un complimentuccio d’uso pel Capo d’anno. II taciturno Sire gli risposq con un’alzata di testa: e rivoltosi ad uno de’suoi cortigiani che lo seguivano, domandò dove fossero rimasti les Echevìns, che sono i consueti accoliti del sudetto Preposto. Allora una voce cortigianesca uscita così a mezzo dalla turba di essi, facetamente disse;» Ils sant restds embourbés Rise tutta la Corte, c lo stesso Monarca sorrise, c passò oltre verso la Messa che lo aspettava. La incostante Fortuna poi volle, che in poco più di vent’anni io vedessi in Parigi pel Palazzo della Città un altro Luigi Re ricevere assai più benignamente un altro assai diverso complimento fattogli da altro Preposto sotto il titolo di Maire, il di 17 Luglio 1789: ed erano allora rimasti embourbés i cortigiani nel venir di Versailles a Parigi, benché fosse di fitta estate: ma iJ fango su quella strada era fino a quel punto fat-