Pagina:Alfieri - Vita, I, Londra, 1804.djvu/165

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EPOCA TERZA. CAP. VIII. 163


plicando alla vista di quelle tante [1769] e poi tante diverse cose che non istanno come dovrebbero Stare, e che essendo false si usurpano pure la faccia e la fama di vere. Il Conte di Finch, Ministro del Re, il quale mi presentava, mi domandò perchè io, essendo pure in servizio del mio Re, non avessi quel giorno indossato l’uniforme. Risposigli: perchè in quella Corte mi parea ve ne fossero degli uniformi abbastanza..Il Re mi disse quelle quattro solite parole di uso; io l’osservai profondamente, ficcandogli rispettosamente gli occhi negli occhi; e ringraziai il Cielo di non mi aver fatto • nascer suo schiavo. Uscii di quella universal caserma Prussiana verso il mezzo Novembre, abborrendola quanto bisognava.

Partito alla volta di Amburgo, dopo tra giorni di dimora, ne ripartii per la Danimarca. Giunto a Copenhaguen ai primi di Decembre, quel paese mi piacque bastantemente, perchè mostrava una certa somigliànzà coll’Olanda; ed anche v’era una certa attività, commercio, ed industria, come non si sogliono vedere nei governi pretti monarchici: cose tutte, dalle quali ne ridonda un certo ben essere universale, che a primo aspetto previene chi arriva, c fa un tacito elogio di