Pagina:Alfieri - Vita, I, Londra, 1804.djvu/226

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224 VITA DI VITTORIO ALFIERI.


[1772] ma per potersi addirizzar facilmente ad operar cose grandi, massimamente in virtù militare; avendone essi in sovrano grado tutti gli elementi; coraggio, perseveranza, onore, sobrietà, obbedienza, pazienza, ed altezza d’animo.

In Cadice terminai il Carnevale bastantemente lieto. Ma mi avvidi alcuni giorni dopo esserne partito alla volta di Cordova, che riportato n’avea meco delle memorie Gaditane, che alcun tempo mi durerebbero. Quelle ferite poco gloriose mi amareggiarono assai quel lunghissimo viaggio da Cadice a Torino ch’io intrapresi di fare d’un sol fiato così ad oncia ad oncia per tutta la lunghezza della Spagna sino ai confini di Francia, di dove già v’era entrato. Ma pure a forza di robustezza ostinazione e sofferenza, cavalcando, sfangando a piedi, e strapazzandomi d’ogni maniera, arrivai, assai mal concio a dir vero, a Perpignano, di dove poi continuando per le poste ebbi a soffrir molto meno. In quel gran tratto di terra i due soli luoghi che mi diedero uua qualche soddisfazione, furono Cordova, e Valenza: massimamente poi tutto il regno di Valenza, che misurai per lo lungo sul finir di Marzo, ed era per tutto una primavera tepida e deliziosissima, di quelle veramente descritte