Pagina:Alfieri - Vita, I, Londra, 1804.djvu/9

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

INTRODUZIONE 7


luminoso quanto all’opere, si vede ogni giorno e scrivere e leggere, o vendere almeno, la vita. Onde, quand’anche nessun altra ragione vi fosse, è certo pur sempre che, morto io, un qualche Librajo per cavare alcuni più soldi da una nuova edizione delle mie opere, ci farà premettere una qualunque mia vita. E quella, verrà verisimilmente scritta da uno che non mi aveva o niente o mal conosciuto, che avrà radunato le materie di essa da fonti o dubbj o parziali; onde codesta vita per certo verrà ad essere, se non altro, alquanto meno verace di quella che posso dare io stesso. E ciò tanto più, perchè lo scrittore a soldo dell’editore suol sempre fare uno stolto panegirico dell’autore che si ristampa, stimando amendue di dare cosi più ampio smercio alla loro comune mercanzia. Affinchè questa mia vita venga dunque tenuta per meno cattiva e alquanto più vera, e non meno imparziale di qualunque altra verrebbe scritta da altri dopo di me; io, che assai più largo mantenitore che non promettitore fui sempre, mi impegno qui con me stesso, e con chi vorrà leggermi, di disappassionarmi per quanto all’uomo sia dato; e mi vi impegno, perchè esaminatomi e conosciutomi bene, ho ritrovato, o mi pare, essere in me di