| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| 172 | l'opera in musica |
riesce per lo più di tutt'altro sentimento, di tutt'altro colore, che non è l’aria. Suole il musico racchiuder quivi indifferentemente e distillarvi dentro quanto di grazie, di rarità, di artifizi musicali ha saputo mai immaginare o raccogliere. Ella sembra, dice il Tosi, la girandola di Castel S. Angelo, a cui i nostri virtuosi dan fuoco in sul fine dell'aria; e la cadenza, direm noi, ha da essere tratta dal cuore dell'aria, variare secondo la indole di quella, esserne quasi la perorazione e l’epilogo[1].
Instruiti che fossero i nostri virtuosi nella propria lingua, esercitati nell'azione, fondati nella musica, e sopra ogni cosa tenuti a freno da' buoni maestri, che vieta il credere non rimettesse quella maniera di cantare che si sente nell'anima, non risorgessero i Sifaci, i Buzzoleni, i Cortona, la cui memoria non è già col suono della loro voce trapassata ed ispenta? E se una melodia espressiva accompagnata da strumenti convenevoli avesse per base una bella poesia, e fosse dal cantore eseguita senza affettazione e animata con un gesto decente e nobile, la musica avria potere di accendere a voglia sua e di calmare le passioni; e si vedrebbe ai dì presenti rinnovare forse anche tra noi quegli medesimi effetti che cagionava anticamente, perché accompagnata appunto e fortificata dai medesimi sussidi della espressione, del conveniente accompagnamento, della energia dei versi, dell'azione e dell'arte del cantore. Laddove gran torto noi avremmo, se mai credessimo di potere con un mezzo solo ottener quello che ha da esser il risultato di molti[2]. Certa cosa
- ↑ Trovasi tal proposizione con un'altra consimile intorno alla sinfonia dell'Opera disapprovata dallo illustre Sig. D'Alembert nello ingegnosissimo discorso da lui composto sopra la libertà della Musica. Per questo solo, lo scrittore del presente saggio avrebbe creduto tal proposizione erronea; se non che da parecchi de' più valenti nostri maestri di musica fu assicurato ch'ella cammina a dovere.
- ↑ «We are to consider that the Musick with the ancients was of a larger extent than what we call Musick now-a-days: for Poetry and Dancing (or comely Motion) were then accounted parts of Musick, when Musick arriv'd to some perfection... What we now call Musick is but what they called Harmonick; wich was but one part of their Musick (consisting of Words, Verse, Voice, Tune, Instrument and Acting) and we are not to expect the same effect of one piece, as of the Whole» etc.: The strange effects reported of Musick in former times examined, by Dr. Wallis Philosoph., transact, abridg'd by John Lowthorp, v. I, p. 618 e 619.