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Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/196

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190 l'opera in musica

e magnifico l'Architettura. Secondo una tale idea sono due disegni che m'è avvenuto di vedere in Italia, ne' quali, non ostante che nulla manchi di quanto richiedono le moderne rappresentazioni, la maestà si conserva dell'antico teatro dei Greci.

L'uno è del Sig. Tommaso Temanza, uomo raro, che ne' suoi scritti dà novella vita al Sansovino e al Palladio; l'altro del Sig. Conte Girolamo Dal Pozzo, che colle sue opere rinfresca in Verona sua patria la memoria del Sanmichele. E non lungi dalla medesima idea è il teatro che fu, non sono ancora molti anni, consecrato in Berlino ad Apollo e alle Muse; ed è uno dei primari ornamenti di quella città regina.


Conclusione


Moltissime altre cose ci sarebbono state da aggiugnere in una materia, come è la presente, composta di tante parti; ciascuna importante per sé, ampia, nobilissima. A me basterà di averne accennato quel tanto che s'è fatto insino a qui; non altro essendo stato l'intendimento mio, che di mostrar la relazione che hanno da avere tra loro le varie parti constitutive dell'Opera in Musica, perché ne riesca un tutto regolare ed armonico. E tanto pur dee bastare perché, col favore di qualche Principe virtuoso, possa forse anche un giorno risalire nell'antico suo pregio una scenica rappresentazione che per più riguardi meriterebbe di aver luogo tra' pensieri di coloro che sono preposti al governo delle cose. Vedrebbesi allora un bello e magnifico teatro essere un luogo destinato non a ricevere una tumultuosa assemblea, ma una solenne udienza dove potriano sedere gli Addisoni, i Dryden, i Dacier, i Muratori, i Gravina, i Marcelli. Che già non avrebbono più ragione di dire esser l'Opera una composizione sconnessa, mostruosa e grottesca; ma per lo contrario ravviserebbono in essa una viva immagine della greca Tragedia, in cui l'Architettura, la Poesia, la Musica, la danza e l'apparato della scena si riunivano a crear la illusione, quella