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Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/279

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la rima 273

difficile ch'essa non se ne renda in certo modo tiranna per quello che si spetta alla retta collocazione delle parole; e da essa collocazione pur dipende in gran parte l'energia, o vogliam dire l'effetto della prosa egualmente che della poesia. Quello che opera in grande la retta disposizione delle differenti parti del discorso, onde l'esordio ha da precedere, a cagion d’esempio, la narrazione, e così del resto, quel medesimo opera a un dipresso in ciascuna parte del discorso, anzi in ciascun periodo e in ciascun membretto la retta collocazione delle parole, onde l'animo dell'uditore qua sia come preparato a quello che ha da venire dipoi, là sia tenuto sospeso, in altro luogo venga assecondato e in altro sia come colpito quando meno si aspetta e mosso in un subito; e si venga a ricevere ad ogni istante quella impressione che alla intenzione di chi parla meglio risponda. Ora egli è un grandissimo che, se la misura e l'armonia del verso non costringa il poeta a dispor le parole in quell'ordine che non è di tutti il più acconcio alla intenzione di chi parla e il più naturale; ed è quasi che impossibile che del tutto non le sconvolga la necessità della rima aggiunta all'obbligazione del metro. Talché chiunque cerca veramente di scrivere con aggiustatezza e con proprietà, ben può ripetere con colui...

...la prima
Tra i tormenti è la colla e poi la rima.

Né si vuol dissimulare come la rima ti fa bene spesso presentire i concetti del poeta. Il che se talora può esser cagione di diletto, parendo all'uditore di esser egli medesimo l'autore dal concetto ch'egli indovina, suole il più delle volte esser anzi cagione di noia, non incontrando certamente così spesso che uno stia ad udir volentieri quello che sa innanzi tratto gli si ha da dire.

Where-e'er you find «thè cooling western breeze»,

In the next line it «whispers thro' thè trees»:
If crystal streams «with pleasing murmurs creep»,

The reader's threatn'd (not in vain) with «sleep»[1]
  1. Essay on Criticism, [350-353].
18 — Algarotti.