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| 296 | la durata de' regni de' re di roma |
dove le generazioni aggiungono i trentatré anni ciascuna[1], i regni di tutti i re così antichi come moderni, de' quali la Cronologia è certa, non sorpassano, l'uno ragguagliato con l’altro, i dieciotto o vent’anni. La quale istessa legge si può anche vedere confermata da quella lunghissima serie d'imperadori che per migliaia d’anni, da Yao sino a' dì nostri, tennero la Cina, come mostrano le storie di quel paese[2]. Tanto che i cronologi antichi, che davano largamente a ogni tre re lo spazio di un secolo, doveano veramente darne loro poco più che la metà, e secondo un tal ragguaglio ordinare i fatti nel corso de' tempi più addietro. Corresse adunque il Neutono la tecnica cronologia degli antichi fondata sopra varie conietture; e giusta al tenore e alle leggi di Natura venne ad avvicinare tra loro alcune epoche capitali dell'antichità poste, secondo la comune opinione, più lontane l'una dall'altra che non conveniva: abbreviò i tempi delle nostre storie, come il Delisle avea con accurate osservazioni ristretto i termini del nostro continente, che erano stati posti anch'essi più che non conveniva tra loro lontani.
Di tale sistema è una immediata conseguenza che troppo più del giusto abbiano dato gli antichi cronologi ai sette re di Roma, facendogli regnare tutti insieme dugenquarantaquattro anni, che è trentacinque anni di regno per uno; e che per conseguente sia meno antica che non si crede la fondazione di quella città reina. La qual conseguenza dovrà ancora parere meno strana a chi considera come gli archivi di Roma perirono nelle fiamme, allorché dai Galli fu occupata quella Città[3]. E però ne' tempi dipoi non ebbero gli storici altro fondamento di quel
- ↑ γενεαὶ γὰρ τρεῖς ἀνδρῶν ἑκατὸν ἔτεά ἐστι: Herodot., in Euterpe, [= II, 142].
Vedi The Cronology of ancient Kingdoms, amended by Sir Isaac Neuton, London, 1728, p. 44 e p. 53. - ↑ Vedi la descrizione della Cina del Padre Du Halde, vol. I.
- ↑ «Quae ab condita Urbe Roma ad captam eamdem Urbem Romani sub regibus primum, consulibus deinde ac dictatoribus, decemvirisque ac tribunis consularibus gessere, foris bella, domi seditiones, quinque libris exposui; res cuna vetustate nimia oscuras, velut quae magno ex intervallo loci vix cernuntur; turn quod perrarae per eadem tempora literae fuere, una custodia fideiis memoriae rerum gestarum; et quod, etiamsi quae in com-