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Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/379

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l'influsso del clima e la virtù legislativa 373

gli spigneva nelle battaglie alla morte con quella ferocità medesima ch'era suscitata negli altri dalla ineffabile bellezza e dagli sperati amplessi delle Ourì dell’Alcorano. E già pare a cotesti filosofi una bastante prova del maraviglioso effetto delle cause morali il vedere in quale bassezza di stato sieno volte, colpa la qualità dei governi e non gli aliti della terra o i maligni vapori dell'aria, la Grecia e la Italia, l'una e l'altra già sede d'imperio e nudrice di eroi.

Chi vorrà entrar di mezzo fra cotanto senno, e in tal parità di ragioni farsene giudice? Il dare sopra di ciò sentenza è pur cosa da pochi. Ma dal numero di quei pochi niuno vorrebbe certamente escludere Ippocrate, se considerata egli avesse tal quistione; uomo sommo, il cui nome dopo tanti secoli tiene tuttavia fronte nel mondo, ragionatore acuto, osservatore finissimo, le cui decisioni fanno parte del picciolo codice di verità che nelle cose naturali fu dato sino ad ora all'umana sapienza di raccogliere.

Nel libro intitolato dell'aria, delle acque e dei luoghi, egli prende a considerare lo influsso che hanno tali cose su' corpi degli uomini, come alcune regioni per la posizione loro sono sane ed altre no; e quindi passando a confrontare insieme le regioni dell'Europa e dell'Asia, mostra come per la benignità e temperatura del cielo gli animali nell'Asia sieno più belli a vedersi e di miglior qualità, più liete le piante, le persone degli uomini più appariscenti e più grandi che in Europa non sono. Ma non è così, egli aggiugne, della virilità, della tolleranza nella fatica, dell'audacia e del valor militare, nelle quali cose hanno sopra gli Asiatici la palma gli Europei. E ciò a cagione della maggiore asprezza del clima, dei mutamenti continui nella temperatura dell'aria, del caldo e del freddo, i quali mutamenti irritando gli umori nei corpi, danno anche moto alla mente dell'uomo, la inacutiscono, non la lasciano dormire. La mutazione eccita il corpo e l'anima all'esercizio, e dall'esercizio e dalla fatica cresce la virilità. Laddove tenendo le stagioni quasi sempre il medesimo tenore, gli uomini riescono di più mansueti e temperati costumi, più effeminati e più imbelli; entra negli