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Pansa, e la terza, per cui Ottavio obbligò Marcantonio a levar l'assedio di Modena, e verso le alpi rifuggirsi per accostarsi a Lepido che la Gallia narbonese teneva, mentre Munazio Planco ne teneva il rimanente, ed erano da M. Asinio Pollione con due legioni occupate le Spagne.
Ottavio non si mise altrimenti ad inseguire Marcantonio; ma con l'occhio rivolto a Roma, quivi se ne tornò e non avendo potuto ottenere all'amichevole, a cagione dicevano della età, l'ovazione che domandava, gli sforzò dipoi alla testa delle legioni a conferirgli il consolato, che per la morte d'Irzio e di Pansa rimaneva vacante.
Ciò fatto, furono mandate parole di pace da esso lui a Marcantonio e a Lepido. Perché non riunirsi a vendicare la morte del divo Giulio, che dal Cielo la domandava? Ad esso lui erano stati dopo morte inalzati tempi. Marcantonio era suo Flamine. La celebre cometa che (nel 1680 rasentò nel suo perielio il sole e fu cagione si discuoprisse la vera teoria delle comete e che il Whiston vuole avere per lo addietro cagionato il diluvio universale) era comparsa in cielo pochi giorni dopo la morte di Cesare, essere la di lui anima che saliva in Cielo, l'astro Giulio; doversi adunque vendicare contro gli empi la morte di un uomo sacro e divino, che erano stati condannati dal senato e dal popolo, padroni della repubblica.
Ognuno sa del congresso tenuto tra Bologna e Modena, delle proscrizioni che ne seguirono, e come a Lepido toccò la Spagna e la Gallia narbonese, a Marcantonio la Gallia conquistata da Giulio Cesare e la Cisalpina, ad Ottavio l'Affrica e la Sardegna. La Italia non entrava nella divisione, di cui dicevansi tutti e tre i triumviri, i difensori, non i padroni. Fu preso inoltre che Marcantonio ed Ottavio passar dovessero colle legioni in Grecia a combattere Cassio e Bruto, che intanto eransi, in quel paese tutto addetto alle parti pompeiane, fatti amici moltissimi, messi insieme due potentissimi eserciti; ed oltre a ciò erano colle armate padroni del mare.
Bruto, figliuolo e ucciditore di Cesare, stoico di setta, cupo