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formare un leggiadro poeta ed amabile, quando in Italia era giunto al colmo il raffinamento della pulitezza. E siccome non era meno difficile, a detto di Virgilio, togliere un verso ad Omero, che la clava ad Ercole, così potrebbe dirsi non esser meno difficile togliere un verso ad Orazio, che a Venere il cinto. In effetto tutti gli altri poeti latini sono stati così felicemente imitati da' moderni, quanto il possono comportare le difficoltà che s'incontrano grandissime nello scrivere in una lingua già morta. Nell'elegie di alcuni Cinquecentisti, del Bassani e singolarmente del Zanotti, rivisse in certa maniera il tenero e dotto Catullo; i colori con che Lucrezio ha lumeggiato la filosofia sono riflessi nell'uno e nell'altro poema dello Stay; e persino la maestà di Virgilio trovò nel Fracastoro un sì degno rivale, ch'ebbe a dire il Bembo come pareva che dall’anima stessa del poeta romano spirati fossero qua e là i versi della Sifillide[1]. Non così di Orazio. Vane furono tutte le prove che dal Flaminio, dal Sarbievio[2] e da altri tentate furono per temperare nel loro stile la forza con la dilicatezza, la eleganza della espressione con la ingenuità del sentimento, per giungere a quel risoluto, a quel frizzante e alle altre doti che qualificano il più amabile tra' poeti. E Orazio da tanti secoli in qua letto da tutti, studiato da moltissimi e imitato da niuno, si rimane tuttavia solo nel poetico seggio.
Dopo aver menata una vita, parte mondana, parte filosofica e tutta voluttuosa, amico d'ogni cosa bella, e, che più è, amico
- ↑ Lettere del Bembo, vol. III, Lib. V, Lett. I.
- ↑ «Ce Poete <Mathias Casimir Sarbievius, ou Sarbieuski, Jésuite polonois, mort à 45 ans en 1640> a toujours passé pour un Lyrique du premier ordre: en sorte même que Grotius a dit de lui: Non solum aequavit, sed interdum superávit Flaccum: ce qui est néanmoins un peu fort. Sarbievius a peut-être autant d'élévation qu’Horace, mais il n'a ni ses grâces, ni sa clarté, ni son ton philosophique, ni son talent de dire les choses les plus obligeantes sans fadeur, sans appareil, sans bassesse: ajoûtez le style qui est sûrement très-bon et très-latin chez Horace au lieu que nous aurions besoin de garants pour assûrer la même chose du Poète polonois, ainsi que de tous les Latins modernes». Così parlano i suoi stessi confratelli, i dotti giornalisti di Trévoux, in occasione di una nuova edizione fatta delle Poesie di cotesto Autore in Parigi dal celebre Barbou. (Mémoires pour l'Histoire des Sciences, et des Arts etc., Janvier 1759, v. I, pag. 368 e 369).