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Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/592

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586 nota filologica

è quella di «Santa Agata». In C, evidentemente, l'Algarotti confondeva l'attribuzione del dipinto, e la correzione di Pa, che è curata da un veneto colto, se è valida sul piano della storia dell’'rte, non lo è su quello della ricostruzione filologica del testo dei Saggi[1].

Si pensi ancora, per tipizzare anche con un esempio minore, di apparente inversione meccanica, il modo di procedere dell'Aglietti, al problema di una semplice citazione, come è quel verso 554 del II libro dell'Eneide, di cui Pa dà il testo corretto «Haec finis Priami fatorum», ma che C riporta con una metatesi (fatorum Priami) che ci sembra da accettare: l'Algarotti qui cita (a memoria?) l'emistichio soltanto, e con ogni probabilità fu portato a dare a fatorum (che in Virgilio è legato a «sorte» del verso seguente) un significato diverso, legandolo, nella cesura mnemonica, a finis.

Il raffronto delle due edizioni, estendendosi alle citazioni tratte dall'Algarotti da opere di altri autori, porta d'altra parte a constatare che anche qui, per una ricca serie di esempi, Pa intervenne giustamente a dare una lezione corretta dei brani citati, anche perché esse sono confermate validamente dal testo delle stampe che, al lavoro di spoglio, si sono accreditate sempre più chiaramente come quelle che dovettero essere la fonte della citazione.

Trascurando di ricordare i casi più evidenti di errori meccanici o di dittografie (Et in inter; C, II, 120 / Et inter; Pa, III, 80) o quelli del tipo «Mecoenas» (C, III, 461) per Maecenas (così, correttamente, Pa, IV, 552), eccone la serie:


Lezioni valide di Pa nelle citazioni[2]


Luigiano (II, 30) / Luvigiano (III, 283) (ma qui Luvignano) = 16; J'ay (II, 69) / J'ai (III, 22) = 39; Ipse (II, 74) / Ipsae (III, 28) = 42; parfectioné

  1. Cfr. Louis Réau, Iconographie de l'art chrétien, tome III, I, A-F, Paris, Presses Universitaires de France, 1958; alla voce Apollonie d'Alexandrie: «Outre l'insigne générique de la palme de martyre, son attribut usuel est une pince qui la fait souvent confondre avec Sainte Agathe dont les bourreaux arrechèrent les seins avec des tenailles» (p. 129).
  2. Si tenga presente che non tutte le citazioni si trovano nelle note a piè di pagina e che quest'ultime, a loro volta, contengono talora brani di prosa algarottiana.
    Anche per le citazioni che l'Algarotti riporta, sembra più pratico indicare il tomo e e il semplice numero della pagina in cui si trovano nelle due edizioni, con un «taglio» che renda sufficiente l'identificazione della lezione che qui si cita. Per questo primo gruppo si dà la lezione di C rifiutata, seguita in corsivo da quella di Pa che qui è accolta e quindi dal numero della pagina corrispondente nella presente edizione. Alcune inesattezze nell'ac-