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Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/81

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la pittura 75

il segno ultimo della perfezione, non fa lo stesso nella formazione degl'individui. Dinanzi agli occhi di essa pare che siano un niente quelle cose che hanno un principio ed un fine, che appena nate hanno da morire. Abbandona in certo modo gl'individui alle cause seconde; e se in essi traluce talvolta un qualche raggio primitivo di perfezione, troppo egli viene ad essere offuscato dall'ombra che lo accompagna. L'arte risale agli archetipi della natura, coglie il fiore di ogni bello che qua e là osservato le viene, sa riunirlo insieme in modelli perfetti e proporlo agli uomini da imitare[1]. Così quel dipintore ch'ebbe ignude dinanzi a sé le fanciulle calabresi, niuna altra cosa fece, siccome ingegnosamente dice il Casa[2] che riconoscere in molte i membri ch'elle aveano quasi accattato, chi uno e chi un altro, da una sola; alla quale, fatto restituire da ciascuna il suo, lei si pose a ritrarre, immaginando che tale e così unita dovesse essere la bellezza di Elena. Lo stesso adoperarono alcun tempo innanzi gli antichi scultori, quando essi ebbero a figurare in bronzo od in marmo le immagini dei loro Iddii e de' loro eroi. E, mercé la durevolezza della materia, alcune delle loro statue, le quali racchiudono in se stesse tutta la possibile perfezione, che a parte a parte trovasi in una infinità d'individui dispersa, ne rimangono ancora come uno esempio non solo di giusta simmetria, ma di grandiosità nelle parti, di decoro e di contrasto nelle attitudini, di nobiltà nel carattere; ne rimangono in somma come il paragone in ogni genere e lo specchio della bellezza[3]. Si vede quivi col precetto

  1. «And since a true knowledge of Nature gives us pleasure, a lively imitation of it, either in Poetry or Painting must of necessity produce a much greater. For both these Arts, as I said before, are not only true imitations of Nature, but of the best Nature, of that which is wrought up to a nobler pitch. They present us with images more perfect than the Life in any individual: and we have the pleasure to see all the scatter’d beauties of Nature united, by a happy Chymistrv, without its deformities or faults»: Dryden, in the Preface to his Translation of the Art of Painting by Mr. De Fresnoy, [pp. XXXV-XXXVI],
  2. Nel Galateo. Vedi Vita di Zeusi di Carlo Dati, postilla XI.
  3. "H Θεòς ἦλθ' επι γἢυ ες oὐραυoὔ εἴχὁυα δεἴωυ,
    Φειδἰα, ἦ αὓ γ'ἕβης τòυ Θεòυ ὂψὁμευoς: Anthol., [IV, cap. 6, p.318].


    «Nec vero ille artifex, cum faceret Iovis forinam, aut Minervae, contemplabatur aliquem, e quo similitudinem duceret: sed ipsius in mente insidebat species pulchritudinis