Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/146

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134 Dialogo Terzo.

zioni, noi vedremo un cerco colore’; fe nel medefinìo tempo ve ne faranno {blamente eccitate quaranta, o pur feluata,- noi ne vedremo un altro; coni’c iTando per altro ingenuamente il Malie branche non poterti eletta mente alfegnare quai detcrminati gradi di prontezza fi richiedano per la produzione de’ divertì colori in particolare: la qual confernone quanto più è ingenua, tanto più è rimarcabile in un Filofofo. in fornirla il fiìlema della luce e dei colori, fi riduce al flitema del fuono colla differenza, che il veicolo o canale di quello è l’aria, e il canale di quelli è la materia eterea, o i picciohGìmi vorticetti, che dì ella materia fon com polli, E quella conformità non vi fo dire, quanto vago renda ad un Filofofo quello penfamento. Le vibrazioni che fi eccitano da un corpo fonoro, quando egli è percoffo, nell’aria, e da quella nel nervo dell’orecchio, eccitano in noi la lenfazionc del fuono. Nella medefima maniera le vibrazioni, che lì eccitano dal corpo luminofo nella materia eterea, e da quella nel nervo ottico eccitano in noi l’idea della luce; coficchè chi potelTe levare affato quella materia da un qualche fpazio, cosi come fe ne leva l’aria per mezzo d’una macchina detta pneumatica, un corpo luminofo che in quello fpazio foffe, rifplender non fi vedrebbe nel modo,che Tuonar non s’ode un corpo fonoro, che in quello fpazio fu, da cui per mezzo della macchina fi è levata l’aria. La maggiore o minor forza delle vibrazioni nell’aria, o nel nervo dell’orecchio produce la maggiore o minore intensio