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Quadrio, autore della Storia e ragioni d’ogni poesia, e Giuseppe Piazzi, astronomo, che scoperse al primo del 1800 un asteroide, da lui chiamato Cerere Ferdinandea.
Sulla via maestra, dopo il torrente Venina, è Faedo e in alto Tresivio, già giudicatura di tutta la valle. Sopra un promontorio sassoso si vedono le rovine del Castel Grumello. Di là dell’Adda è Albosaggia, che mette nella valle del Liro.
L’interposto piano di Sondrio spicca fra alte montagne scistose e granitiche, fra cui scorre l’Adda, la cui sponda, rivolta a mezzodì, produce il famoso vino di Sassella e di Grumello.
Quando la valle era abbandonata allo sbizzarirsi delle acque, le abitazioni si collocavano sulle pendici: e appunto sull’altura che ora dicono i Mosini, sorge Sondrio, attraversato dal Mallero, torrente divenuto minaccioso dopo i fatali disboscamenti delle nostre Alpi. Prima della crittogama si raccoglievano nel suo distretto 68,000 ettolitri di vino e 680 d’acquavite, ricchezza del paese; ora tanto la produzione del vino, come quella della sete basta appena ai suoi bisogni.
IV.
Prima che l’Adda sfoci nel lago di Como, una delle gemme della Lombardia, diamo un rapido sguardo al Terziere Inferiore, di cui è capoluogo Morbegno, e al Piano di Colico.
Su ridente positura siedono Castiglione e Berbenno, e più in alto Polaggia, Buglio, Monastero, Pedemonte, Postalesio e Ardenno. Dietro a Fusina si apre la vai Madrasca verso il Bergamasco.
Nel 1852 franò il monte Roverale, sepellendo i campi di Berbenno e Postalesio sino all’Adda con danni incalcolabili. Alla Selvetta l’Adda fu arginata per modo che moltissimi terreni si mutarono in campi ubertosissimi.
Dal ponte di Desco s’interna la valle di S. Martino, detta del Masino, rinomata per le sue acque saline. E’ veramente pittoresco l’effetto delle montagne che circondano la valle, fra le quali spiccano il monte dell’Oro, della Zocca, del Picco delle disgrazie, (Vedi illustrazione a pag. 161) della Cornarossa, che colle loro ghiacciaie alimentano il Masino. Vi si notano pure qua e là dei massi erratici, tra cui è celebre quello detto il Sasso di Mello. Di contro a questa valle, presso Talamona, infuria il torrente del Tartaro.
Capo del Terziere Inferiore della valle, è, come dicemmo, Morbegno, con circa 4,000 abitanti, la cui chiesa è una delle più belle della Valtellina. Vive ancora nella memoria di quei buoni terrazzani la storia di una tal Bona Lombarda, moglie al conte Brunoro, che combattè i Turchi insieme al marito, capitano di ventura a servizio della Veneta Repubblica, il quale ebbe qui pure a battersi contro i Visconti.
Per un valico all’altezza di 1,630 m., alla Casa detta di San Marco, si passa nella valle bergamasca del Brembo, soggetta anch’essa alla Repubblica Veneta.
Passato il ponte di Ganda, si vedono Caspano, semenzaio della nobiltà valtellinese, la costa di Traona, celebre pe’ suoi vini, Roncaglia, Cercino, Mello, Civo, Mantello e Traona. Di là dell’Adda è Dubino, Cosio, Rògolo, Delebio, celebre per la sconfitta toccata ai Veneziani nel 1432, Piantedo e da ultimo Colico.
È questa la regione men bella dell’Adda. Scendendo dalla Valtellina, come nota il Cantù,