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l’imperatore Graziano sconfìsse i Germani, vi guerreggiò pure Pompeo, passando in Spagna e vi transitavano di continuo legioni romane. Molte lapidi romane vi furono scoperte e Napoleone 1º aveva iniziata una strada militare detta route imperiale d’Espagne, che non fu compiuta, anzi oggi la via è in peggiore stato che non nei secoli andati, in cui passavano carriole e piccoli affusti di cannoni. Dell’Argentera salendo attraverso or a bei pascoli, or a sterili zone si perviene in breve ora al laghetto ed al colle della Maddalena (2019 m.) E’ nota la descrizione che lo storico Botta fece dell’arditissimo passaggio, operato dalle schiere francesi, guidate dal marchese G. G. Triulzi, intanto che svizzeri e spagnuoli guardavano il Monginevra ed il Moncenisio; all’ardito colpo di mano tenne dietro la celebre battaglia di Melegnano, detta dei Giganti, vinta dal condottiero milanese sugli svizzeri. Dal giogo la strada scende a Larche (1697 m.), dove ritorna carrozzabile, seguendo la valle dell’Ubaye sino a Barcellonette ed al suo confluente colla Duranza.
Nelle Alpi Marittime, progredendo al Nord della Maddalena, troviamo ancora i colli di Roburent, dalla Stura all’Ubaye (m. s. 2483 m.); di Maurin, dalla Maira all’Ubaye (m. s. 2982 m.); dell’Autaret, dalla Varaita all’Ubaye (m. 2705 m.?); di Longet, fra le stesse valli (m. s. 2672 m.); dell’Agnello, dalla Varaita al Guil, che, come l’Ubaye, si getta nella Duranza (m. s. 2720 m.). Malgrado l’altezza ragguardevole, questo colle è forse il meno disagiato dei suoi congeneri, ed ha un piccolo ospizio a 2650 m. sul versante francese; per il medesimo transitarono nel 1628 i francesi, comandati dal marchese Duxelles, che fu poi sconfitto da Carlo Emanuele 1º nella valle della Varaita, ed i Gallo-Ispani nella guerra del 1741 vi perdettero tutte le artiglierie.
Al Monviso hanno termine le Alpi Marittime e principio le Cozie, che si estendono fino al Moncenisio. Notiamo in queste ultime il Colle delle Traversette, dal Po al Guil (s. 2995 m.), detto anche Buco del Viso (Pertus d’ Viso) da un angusto tunnel di 75 metri, praticato fin dal 1475 ad 80 metri sotto il giogo, assai pericoloso per i macigni cadenti a frana: poi i colli della Croce, dal Pellice al Guil (m. s. 2314 m.); della Malaura m. s. fra gli stessi fiumi; d’Abries nuovo, dalla Germagnasca, influente del Chisone, al Guil (m. s. d’altezza incerta come il precedente, certo superiore ai 2300); del Montone, della Mail (2766), des Echaffes (2283), di Thurras (2860 m.), di Basis (2890 m.) mulattiere, piuttosto facili, più di tutte la prima, dalla Dora Biparia al Guil; quelli di Chabaud (2210 m.), dal Bourget (2130 m.) di Servierettes (2353 m.), di Saignes Longues (2054 m. facilissimo), di Gimont (2458 m. facile), mulattiere discrete dalla Dora Riparia alla Duranza, assai vicine al Monginevra, cui dedichiamo il seguente capitolo.
VII.
Monginevra.
Natura ed arte concorrono a render agevole questo valico, che per l’ampiezza, la felice esposizione in pien meriggio, la moderata sua elevazione (1865 m.), e la dolce pendenza degli opposti versanti, è fra i più comodi nelle Alpi, certo in quelle Occidentali, godendo altresì il beneficio d’un clima temperato, e di andar esente dalle grandi bufere di neve che