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H. C. Andersen. — I Sverrig. — (Nella Svezia), 1852. In questo e negli altri diarii di viaggio (Il Bazar di un poeta, Nella Spagna, Nel Portogallo), sono sparse notizie autobiografiche importantissime; e nei cinque romanzi dell’A. i rispettivi protagonisti ci forniscono, per la biografia di lui, quasi senza volere, contributi anche più preziosi della Mit Livs Eventyr. Infatti, l’Antonio dell’Improvvisatoren (L’improvvisatore), l’Otto Thostrup, — «l’Amleto invertebrato,» come fu detto da un critico — del romanzo O. T., il povero Christian del Kun en Spillemand (Un semplice sonatore — tradotto in alcune edizioni «Il Violinista») — l’opera sua più discussa in Danimarca, appunto per lo spiccato carattere autobiografico, — il gentiluomo povero nel De to Baronesser (Le due Baronesse), e Niels Bryde, il figlio del custode della Torre Rotonda di Copenaghen, nel At vaere eller ikke vaere (Essere o non essere) sono tutti, più o meno, autoritratti.
Breve fra H. C. Andersen, udgivne fra C. A. S. Bille og N. Bogh. — (Lettere dell’A. pubblicate da C. A. S. Bille e Nicolò Bogh), Copenaghen, 1878.
Breve til H. C. Andersen. — (Lettere all’A., edite dagli stessi), Copenaghen, 1877. — Sono 329 lettere indirizzate all’A. da letterati ed amici, danesi e stranieri: singolarmente importanti quelle del Dickens, che fu dell’A. fervido ammiratore ed amico affezionatissimo.
H. C. Andersen og det Collinske Hus. — (H. C. A. e la famiglia Collin), Copenaghen, 1882.
Georg Brandes. — Kritiker og Portreter (Critiche e ritratti). Sin dal 1869, il Brandes aveva pubblicato nell’Illustreret Tidende una parte di quel celebre saggio critico, che poi completò ed inserì in questa raccolta, e ch’è tuttora quanto di meglio sia mai stato scritto sulle novelle dell’A. R. Nisbet Bain lo paragona alle migliori pagine del Saint Beuve, e nota tra le maggiori fortune dell’A. l’avere avuto, mentre ancora viveva, una simile analisi critica dell’opera sua.
R. Nisbet Bain. — Hans Christian Andersen, A biography. — London, Lawrence and Bullen, 1895. — È un grosso, magnifico volume, riccamente e genialmente illustrato, di lettura gradevolissima; porta per motto le parole dell’Amiel: Un esprit de femme dans un caractère d’enfant; contiene la migliore biografia esistente dell’A., condotta con grande acume critico, con minuziosa esattezza storica, ma insieme con la maggiore ampiezza e serenità di vedute.
