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Pagina:Andreas e I fati degli Apostoli.djvu/126

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XII


      Allora il santo, il coraggioso prence, fu, sotto l’ombra tenebrosa,
durante tutta la notte,
1255circondato da insidie. La neve avvinceva la terra
in tempeste invernali, le brezze divenivano fredde
per aspre tormente di grandine; così pure la brina ed il gelo,
canuti guerrieri, serravano la dimora degli uomini,
le case delle genti[1]. Le terre erano gelide
1260di freddi ghiacciuoli, si congelava il forte corso dell’acqua[2]
sulle riviere, il ghiaccio formava un ponte
sulle nere vie del mare. Lieto cuore serbava[3]

  1. 1257-9 Cf. Grimn, Teutonic Mythology, 762: ‘Nowhere is the ostile omen of the north better expressed than in old Frisian law, where winter and darkness are represented as ruthless invaders: si illa tenebrosa nebula et frigidissima hiems in hortos et in sepes descendit. Krapp, Andreas, p. 140).
  2. 1260 si congelava: clang — ‘si restringeva (pel gelo)’.
    il forte corso dell’acqua: wæteres þrym — ‘dell’acqua la forza’.
  3. 1262 vie del mare: brimráde — (sing.)
    Lieto cuore serbava: Blíðheort wunode — ‘di lieto cuore rimaneva’.

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