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il sangue aggrumato; il suo corpo, affranto dalle ferite, non aveva tregua dal soffrire[1].
Allora uno scoppio di pianto[2] venne
attraverso il petto di quest’uomo, uscì[3] da lui un grido
1280— sgorgava il fiume di pianto in flutti — ed egli disse:
‘Guarda il mio stato, o Signore Iddio,
o tu che grazioso dispensi doni alle genti! Tu sai e ben conosci
le tribolazioni di ognuno di noi.
Io mi affido a Te, o mio Creatore,
1285e spero[4] che, per Tua potenza,
Tu, o Salvatore degli uomini, mite e benigno di cuore,
- ↑ 1277 non aveva tregua dal soffrire: weorces ne sann — ‘dell’afflizione non aveva sollievo’.
- ↑ 1278 uno scoppio di pianto: wópes hring — ‘di lamento un clamore’. — Pel senso di ‘hring’: suono, cf. il verbo ‘hringan’; come sost. ‘hring’ appare col significato di anello, cerchio. La frase ‘wópes hring’ è usata però parecchie volte (v. Bosworth-Toller, s. ‘hring’ e ‘wóp’).
- ↑ 1279 uscì: traduce ‘cwóm (1278) ...út faran’ (1279).
- ↑ 1285 e spero: aggiunta.
- ↑ ‘swallow’] i grumi di sangue — con caldo sangue’. — L’ablat. è qui, come non di rado, usato come oggetto con ‘swelgan’ (Grein, Sprachsatz, II, 505).
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