Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/27

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ROMA 17


e coperta in origine da una pietra convessa come i tesori di Arcomeno e di Micene o come i sepolcri di Cere e la fonte dello mura Tuscolane.

Di più, resa praticabile la valle paludosa, essa diveniva la via di comunicazione più diretta, per giungere al Campidoglio dove fino dai primi tempi sorgeva l'Arce comune. Nelle primitive cittadelle italiche esisteva uno spazio cinto da un muro di fortificazione e posto sul punto più alto del colle, dove in caso di pericolo gli abitanti si ritiravano coi loro greggi e i loro averi. In esso era anche un tempio per la preghiera; sbocco nel tevere della cloaca massima. ma sembra che all’infuori di circostanze speciali l’arce rimanesse disabitata. Il Campidoglio compì in origine questo ufficio, presso le popolazioni dei borghi tiberini. Più tardi, quando la potenza di Roma costrinse i suoi storici a crearle un’origine fatidica e divina, fu inventata la favola del capo sanguinoso rinvenuto mentre si scavavano le fondamenta del tempio di Giove. Questa lugubre reliquia era appartenuta a un certo Oleo, così che da Caput Olei sarebbe derivato il nome alla collina famosa. Interrogato l’oracolo su questo presagio, questi avrebbe risposto che la città sarebbe stata un giorno a capo del mondo. Un’altra leggenda, anch’essa posteriore di molto, cercava di spiegare l’origine della roccia scoscesa dalla quale si