Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/66

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56 ITALIA ARTISTICA


agli abitanti tiranneggiati dai suoi successori. Sotto di lui si completò quella trasformazione dello stile romano che già era cominciata da tempo e se per un certo riguardo questa trasformazione si volse più specialmente verso lo stile ellenico, pure non mancarono influenze straniere che fondendosi a quello ne definirono il vero e proprio carattere nazionale. Abbiamo veduto infatti, come dopo la vittoria di Azio, Augusto innalzasse nella Spina due obelischi egiziani; ma molte altre opere d’arte avanzi del frontone del portico d’ottavia. (Fot. Alinari). e molte divinità dell’Egitto seguirono a Roma il carro di trionfo che invano aveva sperato incatenare la bellissima Cleopatra al suo asse. E questa invasione di sculture egiziane non rimase senza esercitare la sua influenza, tanto che noi vediamo qualche tempo dopo — l’anno 12, cioè, prima dell’Era volgare — Caio Cestio, pretore tribuno del popolo e membro del collegio dei Septemviri epulones, ordinatori dei banchetti sacri, scegliere la forma piramidale per il suo sepolcro funebre. E questa piramide alta 37 metri, fu fatta — come ci avverte una iscrizione — in 33 giorni sotto la direzione di L. Ponzio Mela e del liberto Pothus: amici e famigliari del morto.

A traverso i secoli colui che Dante chiamò il «buon Augusto» ci apparisce