Pagina:Anime oneste.djvu/164

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150 le passioni

suo modo di procedere. Anna si era illusa e la passione era venuta nel suo giovine cuore, coi sogni più diafani e rosei del primo amore. Ma ora tutto svaniva miseramente. L’avvocato pareva non ricordarsi più dello studente, ed Anna apriva gli occhi, spauriti, smarrita nell’immenso vuoto della sua delusione.

Gonario ora non le rivolgeva quasi più la parola: non la guardava neppure, non si accorgeva di lei.

Una dolorosa umiliazione gravava ora sulla sua povera anima. Eppure nulla era cambiato in lei. I suoi capelli restavano meravigliosi, e le sue esili mani bianche ricamavano sempre come in sogno, tremando leggermente talvolta, sulle trine Richelieu, nella tristezza di un ricordo lontano. Anna contava appena diciannove anni, conservava sempre la treccia cadente, — eppure già nei suoi occhi vagava l’ombra di sogni morti, di dolori misteriosi, e d’una grande amara delusione.

Gonario non l’amava. Perchè ella dunque l’amava sempre, senza speranza, senza tregua, senza fine?