Pagina:Anime oneste.djvu/166

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152 le passioni

amore, così puro e triste. — Io porto con me il castigo, — pensava, — sì, è così sempre. L’anima umana pecca, ma nel peccato stesso è il castigo.

Credeva di aver già molto vissuto e sofferto. In chiesa nessuno pregava più intensamente di lei. All’Elevazione, quando l’organo gemeva due sole rote, un sospiro, un singulto, Anna nascondeva la faccia tra le mani, così immersa nel pensiero dell’eternità che le sembrava di esser già morta e sepolta. Credeva tuttavia che quella fosse l’ora più opportuna per chieder grazia. Sì, Dio era lì, nel vapore orientale dell’incenso, nella nota singhiozzante e solenne dell’organo che si trasfondeva nella luminosità raggiante dei ceri. Anna lo sentiva e il grido dell’anima sua addolorata saliva con la voce dell’organo, a Dio misericordioso. “Dio mio, datemi la pace del cuore, Dio mio ajutatemi!”

Qualche volta osava chiedere qualcosa che le pareva impossibile; “Dio mio, fate ch’egli mi ami, Dio mio, abbiate pietà di me!” Ma, nella disperazione in cui viveva, l’idea