Pagina:Anime oneste.djvu/237

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capo d’anno 223

slattato. Così le più grandi difficoltà furono vinte. Ed Anna fece la crema. Mentre essa, con le maniche rimboccate, sbatteva il rosso delle uova, immersa in profondi pensieri, Sebastiano trottava attraverso le lande di un altipiano desolato.

San Giacomo era distante dieci ore di strada da Orolà; ma era proprio verso San Giacomo che Sebastiano andava?

Sì, per il presente andava lassù, ma per l’avvenire dov’egli andava? Egli se lo chiedeva, e nel rispondersi il suo cuore piangeva lagrime d’intensa amaritudine.

Il vento passava turbinoso per le lande; da ogni parte degli orizzonti, dalle montagne di un turchino-nerastro, salivano le nuvole sul fondo già grigio del cielo. Il vento spingeva volate di nevischio che inumidivano il cappotto di Sebastiano, e introducendosi sotto il cappuccio gli pungevano il viso come spilli minutissimi.

Mai, in vita sua, Sebastiano s’era sentito così triste e disperato.

— Faceva bene, faceva male? Dove andava,