Pagina:Anime oneste.djvu/268

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254 la lontananza


Poi al ritorno, nella luce di un violetto dorato che illuminava i pochi elci della radura, avanzo del taglio, Sebastiano sognò la vigna coi lunghi filari di ciliegi nei larghi viali arenosi, e un bosco di mandorli allineati e sottili. Vide gli orti vicini al ruscello, le cascine, i pascoli; i grani biondeggianti intorno alle vigne....

Giammai dimenticò quella sera.

Le accette dei carbonai picchiavano sui tronchi; qualcuno cantava malinconicamente, e l’eco della sera ripeteva le voci vibranti nella solitudine.

Sebastiano si fermò vicino ai forni sotterrati del carbone, e parlò a lungo con gli operai che lo salutavano rispettosamente.

Più in là incontrò i carradori venuti dalla città per caricare il carbone e recarlo alla spiaggia, donde poi Paolo Velèna lo faceva spedire a Livorno. Sebastiano domandò notizie di casa sua. Uno dei carradori gli recava una lettera e un carro di roba. Aveva veduto la signora Maria; era sana, e così pure tutto il resto della famiglia.