Pagina:Anime oneste.djvu/283

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la lontananza 269

campagne i cui mandorli e i biancospini erano già in piena fioritura, avrebbe creduto di scendervi la prima volta. Avrebbe riveduto Gonario con indifferenza, forse lo avrebbe amato come un fratello, come amava i suoi cugini. Il viso bronzino del giovine, che spiccava fra tutti gli altri con la sua originale bellezza, non l’avrebbe più fatta fremere. No, ella non l’avrebbe più guardato col sorriso sulle labbra e la paura negli occhi.

Era quasi sicura di sè, allorchè la mattina della cerimonia provò una strana impressione. Al ritorno dalla chiesa, secondo l’uso del villaggio, si fece colazione nella camera ove era nata la bambina. La giovane madre si rimise a letto; vestita dalla vita in su col suo corsetto di velluto fiammante, stava seduta sul gran letto di legno, appoggiata ai guanciali di percalle, con la bambina coricata al fianco. La mensa era imbandita accanto al letto, così che la puerpera prendeva parte al pasto. Erano invitati i più prossimi parenti, e alla fine della colazione doveva giungere un pastore con un porchetto che la comare regalava ritualmente alla madrina.