Pagina:Anime oneste.djvu/303

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le anime oneste 289

ranze e che sogni erravano con le sue fragranze! Dai roveti verdi, scintillanti al sole, intricati di rose e di fiori, gli uccelli salivano a stormi rumorosi su per il cielo profondo. Paolo avrebbe voluto cacciare, ma temeva di ritardare il viaggio.

Una volta che Anna era molto lontana, Paolo e Angela parlarono di lei e di Sebastiano.

— Un’anima retta! — disse Paolo Velèna, accarezzando con lo sguardo la lontana figurina d’Anna.

Egli era molto invecchiato; era calvo, con gli occhi soavi infossati, ma una grande energia si delineava ancora tra le rughe del suo viso sempre rosso. Anche Angela parlò a lungo della cugina, con una specie di rispetto e di ammirazione.

— Non ostante tutto, — concluse, — ella è ancora così bambina! Ogni piccola cosa la turba, ma si rasserena tosto, e dice sempre: giacchè la vita deve finire perchè tormentarci così? Se tutti pensassero che ogni cosa è vana e passeggera quante ree passioni di meno, e come meglio andrebbe il mondo!