Pagina:Anime oneste.djvu/310

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296 le anime oneste


— La spesa maggiore però — disse Sebastiano ad Angela, l’indomani dell’arrivo, mentre visitavano la tenuta, — è stata questa qui, l’incanalatura dell’acqua e le vasche.

Le spiegò tranquillamente ogni cosa, mentre Anna, che pareva meglio informata, seguiva in silenzio, senza fare osservazioni.

Davanti alla casa, da una parte e dall’altra del viale che conduceva al cancello, si stendeva il piccolo giardino, e più sotto v’erano gli orti. Tutto era stato concimato a perfezione.

— Una gran spesa anche questa? — domandò Angela.

— Niente affatto. Si spende tutto al più per il trasporto, ma io spendo poco perchè ho i miei servi.

I servi di Sebastiano erano tre; un padre e due giovani figlioli robusti, provetti contadini che lavoravano tutto il santo giorno sotto lo sguardo del padrone.

Ricevevano in tutti e tre seicento lire all’anno, gli scarponi che consumavano, vitto ed alloggio.

Due serve completavano la piccola colonia.