Pagina:Anime oneste.djvu/316

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302 le anime oneste

brillò negli occhi di zia Mattoi. Aggiunse a voce bassa, che venne quasi coperta dal rumore monotono del vaglio adoperato maestrevolmente dalle sue mani:

— È il paradiso....

Disse tante altre cose con ingenuità.

Ogni tanto la signora Maria e Lucia venivano a San Giacomo per ispezionare la casa: trovavano tutto in ordine perfetto. Già, essi, servi e serve, erano tutte persone fidate, eppoi era impossibile il minimo disordine sotto il comando di Sebastiano.

— Una gran testa! Un’anima retta! — esclamò zia Mattoi, adoperando senza saperlo la stessa espressione detta da Paolo Velèna per Anna Malvas.

Anna cadde un momento in profondi pensieri e fece un sogno tra il continuo, pacifico e ritmico rumore del vaglio di zia Mattoi e il pispigliare pettegolo delie galline che la guardavano da lontano, di sbieco, con un solo dei loro occhi rossi e rotondi. Qualcuna si avanzò ed entrò. Anna non se ne avvide.

Usciu! disse zia Mattoi, agitando le