Pagina:Anime oneste.djvu/77

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la vita in famiglia 63

mandorle, allora, e Sebastiano faticava più che mai, dando attenzione e ajutando i raccoglitori.

Ritornava stanco morto: dopo cena andava a letto e dormiva profondamente.

Cesario ne provava invidia e qualche volta anche si accusava di poca coscienza perchè egli sprecava tanto denaro mentre Sebastiano lavorava come un servo.

Un giorno volle provare la vita di campagna. Saltò a cavallo e andò con Sebastiano. La vista dei raccoglitori di mandorle, gente povera e affamata, vestita di stracci, che mangiava pan nero senza companatico, lo commosse alquanto e gli fece percepire il suo stato felicissimo a confronto del loro. Poi si annojò. La campagna era secca, arida, triste. Il sole saettava fuoco attraverso il bosco polveroso dei mandorli. E nella luminosità afosa del pomeriggio i campi gialli di stoppia, di spighe selvatiche pungentissime, di cardi secchi pieni di una triste fioritura violacea assumevano per Cesario qualche cosa di orrendamente desolato e arido.

Pensò con nostalgia alla sua camera fresca