Pagina:Annalena Bilsini.djvu/137

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Però Annalena assunse la dignità di una grande dama quando gli rispose sorridendo!

— Il prossimo inverno avrò tante galline che le uova le metterò nella cesta dell’uva.

— Dio te le benedica, e che ogni uovo ti produca poi un cappone di tre chili.

— Amen, — replicò lei, e rise.

In fondo, la contentezza per la bontà di lui, la speranza di un avvenire prospero, le ridavano un senso di giovinezza e di forza. Il suo viso s’era coperto di una maschera rosea, dove gli occhi brillavano come in una lontananza marina: e qualche ricciolo biondo scappava dal fazzoletto nero.

Questa seconda visita di Urbano le destava un misterioso subbuglio in tutto l’essere, come s’ella fosse una terra indurita da una lunga aridità, e l’uomo tentasse di scavarla e richiamarla a nuova vita. Pur parlando di cose semplici, egli la guardava negli occhi con una strana insistenza, attirato da lei ed a sua volta attirandola

— Quanti anni hai? — le domandò d’un tratto: e abbassò la voce come si trattasse di un segreto.

— Sono vecchia.

— Sei giovane, invece, molto giovane.