Pagina:Annalena Bilsini.djvu/18

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c’era tanto da fare; e guardate un’ultima volta le acque splendenti del fiume dentro le quali cadeva e si scioglieva il sole, proseguì il viaggio con l’impressione di essere veramente approdata ad una riva della sua vita completamente opposta alla prima.


Lungo l’argine il transito fu più tranquillo.

I due giovani Bilsini, che rassomigliavano alla madre, sebbene uno fosse pallido, con gli occhi azzurri, di quell’azzurro freddo ma buono che rivela l’origine nordica, si slanciarono con le loro biciclette in corsa vertiginosa ed in breve sparvero all’orizzonte.

Lo zio Dionisio ripetè il solito suo verso misterioso e fatale:

— Vanno.... vanno....

Voleva significare: perchè questa furia? Vanno, corrono, e non capiscono che la loro fretta è inutile, poichè si finisce sempre col morire.

Questa volta però Annalena gli si ribellò apertamente, anzi se la prese con la cavalla che anche lei, cullata dalla musica