Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/160

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Libro Sesto. 133


Si lamentavano in cotal modo, & publicamente piangevano gli addolorati, & afflitti parenti il caso, & disgratia di Simone. Concitarono con le lor lacrime il popolo. Esclamavano in cotal guisa. State cauti Trentini, osservate gli andamenti delli Hebrei, attendete quel fuoco ascoso, considerate l’estrema lor diligenza, sempre preparata in vostra rovina, & de vostri figlioli. Sentite in gratia le lor leggi degne d’esser abborite, & confinate nel stesso Inferno. [Le leggi è statuti de Giudei contro la fede Christiana.] Hano questi perversi per statuto inviolabile di maledire ogni giorno il Santissimo Sacramento dell’Altare, & l’immaculata Vergine Madre purissima del supremo nostro Creatore. Et non potendo, prohibendogli l’annulata, & da lor macchiara legge proferire alcune parole, contendono però essergli lecito, con faceti raggionamenti denigrare la Chiesa Romana, & con esecrabili bestemie maledire la Republica Christiana. Questi huomini iniqui, & malvagi hanno ardire; il che forsi non sapete; di diffendere sceleragine di questa conditione, come medemi havete scoperto. Imperoche nel terzo libro del Talmuth (cosi chiamono loro quel volume (& preferiscono gli Hebrei quel codice à Moisè, & altri Profeti) vantandosi con stolta temerità Dio stesso imparare da quello, & in esso studiare non poco, quasi Dio non sij sapientissimo, honorano Dio con la bocca, ma bestiali lo negano in fatti, preferiscono un huomo allo stesso Dio, fano dal lor canto, che Dio non sij Dio) Dunque nel terzo libro del Talmuth si ritrova con legge inviolabile determinato, che trè volte almeno in ogni giorno preghino, (qual oratione vogliono sij la più efficace, & vehemente di quante ne possono fare) sijno maledetti gli seguaci di Christo.

All’hora dicono, e di mestieri, & vogliono, che le menti sijno totalmente sradicate da qual si voglia consideratione temporale, commandando s’impieghi ogni vehemenza di spirito, acciò totalmente s’unischi l’affetto per impetrare tanto male al prossimo ) ( ( maledetti imprecatori, prevaricatori della propria lor legge, abbbominenoli Atheisti, ) quando genuflessi non potessero far tal oratione, devono ad ogni modo farla cosi tutti stando à piedi giunti, gli huomini in lingua Hebraica, le donne conforme la appresero dalle lor nutrici.

In questo modo ò Trentini, spargono il lor veneno, & vomitano dalle fauci la lor rabbia nella nostra Sacrosanta Fede. Ci par bene aggiunger quivi le parole della lor oratione e sono queste.

Alli Christiani non resti scintilla di fede, non habbino speran-